Trapianto di cuore e cuore artificiale: quando diventano necessari?
Trapianto e assistenza meccanica vengono considerati in alcune forme di scompenso avanzato, quando il cuore non garantisce una funzione adeguata nonostante le cure appropriate. Sono percorsi specialistici, non la conseguenza inevitabile di ogni diagnosi di scompenso.

Quando serve un centro per lo scompenso avanzato?
Ricoveri ripetuti, sintomi importanti nonostante terapia e difficoltà a mantenere una circolazione adeguata possono portare a una valutazione dedicata. Non decide soltanto un numero dell’ecocardiogramma: contano andamento clinico, altri organi, fragilità, risposta alle cure e possibilità di seguire un programma complesso. Il centro confronta opzioni mediche, dispositivi, trapianto e obiettivi personali. [1]
Che cosa significa “cuore artificiale”?
Il termine viene usato per soluzioni diverse. Un dispositivo di assistenza ventricolare, come un LVAD, aiuta a spingere il sangue mentre il cuore rimane in sede. Può accompagnare l’attesa del trapianto o essere una terapia di lunga durata in pazienti selezionati. Il cuore artificiale totale sostituisce invece la funzione di entrambi i ventricoli ed è utilizzato in situazioni molto particolari, spesso come ponte al trapianto. Non sono dispositivi intercambiabili. [1][2]
Come si arriva al trapianto?
È necessario stabilire che il beneficio atteso superi i rischi e che non vi siano condizioni incompatibili con il percorso. Seguono valutazione multidisciplinare, eventuale lista d’attesa e ricerca di un organo adatto. Disponibilità del donatore e compatibilità influenzano i tempi. Il trapianto può migliorare sopravvivenza e qualità di vita, ma comporta un intervento importante e un impegno continuativo. [3]
La cura continua anche dopo
Dopo un trapianto servono farmaci immunosoppressori e controlli per rigetto, infezioni e altri effetti delle terapie. Con l’assistenza meccanica occorre imparare a gestire alimentazione elettrica, allarmi e, nei sistemi che lo prevedono, il punto di uscita del cavo; possono esserci rischi di infezione, sanguinamento o trombosi. La formazione del paziente e di chi lo aiuta è parte essenziale del trattamento. [1][3]
Fonti scientifiche consultate
- American Heart Association — Devices and surgical procedures for heart failure
- NHLBI — Total artificial heart
- NHS Blood and Transplant — Risks of a heart transplant
Il Punto Medico · Autore: Dott. Aniello Zambrano · Pubblicato il 16 ottobre 2026. Informazioni generali che non sostituiscono una valutazione individuale.