Pacemaker e defibrillatore impiantabile: a che cosa servono e che cosa cambia nella vita quotidiana
Pacemaker e defibrillatore impiantabile non sono sinonimi. Entrambi possono intervenire sull’attività elettrica del cuore, ma vengono scelti per problemi diversi e richiedono controlli specifici.

Che cosa fa il pacemaker?
Fornisce impulsi elettrici quando il battito è troppo lento o la conduzione non funziona adeguatamente. Alcuni sistemi coordinano la contrazione dei ventricoli in pazienti selezionati con scompenso. Forma, numero di elettrocateteri e modalità di impianto dipendono dall’indicazione; esistono anche dispositivi senza elettrocateteri tradizionali. Il pacemaker non “cura tutte le aritmie” e non sostituisce automaticamente i farmaci. [1]
Che cosa fa il defibrillatore impiantabile?
L’ICD riconosce determinate aritmie ventricolari pericolose e può interromperle con stimolazione o una scarica. Alcuni modelli svolgono anche funzioni di pacemaker. Può essere proposto dopo un’aritmia grave oppure per prevenzione in persone con rischio sufficientemente elevato, secondo criteri clinici. Avere un ICD non significa che ogni sensazione di palpitazione debba causare una scarica. [2]
Si può tornare a una vita attiva?
Molte persone riprendono le attività abituali, ma tempi e limiti iniziali dipendono da ferita, impianto e malattia di base. Sport di contatto, guida e alcuni lavori richiedono indicazioni individuali. Porta la tessera del dispositivo e informa i sanitari prima di procedure o esami. La risonanza magnetica non è sempre vietata: la compatibilità va verificata per l’intero sistema e con un protocollo dedicato. [1][3]
Telefoni, controlli e scariche
Evita di tenere magneti o dispositivi elettronici a diretto contatto con la sede dell’impianto e segui le distanze indicate dal produttore e dal centro. Il monitoraggio remoto aiuta i controlli, ma non equivale a un servizio di emergenza continuo. In caso di scarica segui il piano ricevuto: scariche ripetute o accompagnate da malessere, dolore o perdita di coscienza richiedono assistenza urgente. [3]
Fonti scientifiche consultate
Il Punto Medico · Autore: Dott. Aniello Zambrano · Pubblicato il 16 ottobre 2026. Informazioni generali che non sostituiscono una valutazione individuale.