Antinfiammatori e cuore: cosa sapere su ibuprofene e diclofenac
Un antidolorifico acquistato senza ricetta non è necessariamente privo di effetti sul cuore. Contano il principio attivo, la dose, la durata e le malattie o le terapie già presenti.

Antinfiammatori: quali farmaci sono e perché riguardano il cuore
Ibuprofene, diclofenac e naprossene appartengono ai farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS): riducono dolore e infiammazione, ma non sono tutti intercambiabili. Possono favorire ritenzione di liquidi, interferire con il controllo della pressione e, in alcune condizioni, compromettere la funzione renale. Inoltre, per alcuni principi attivi e dosaggi, esiste un aumento documentato del rischio di eventi cardiovascolari. Il rischio non è identico per ogni persona né per ogni modalità di impiego. [1] [2] [3]
Ibuprofene: la dose fa differenza, ma non è l'unico criterio
Una revisione dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha identificato un piccolo aumento del rischio di infarto e ictus con ibuprofene a dosi di almeno 2.400 mg al giorno. Nella stessa valutazione non è stato osservato un aumento del rischio cardiovascolare per dosi fino a 1.200 mg al giorno. Questo non significa che una dose inferiore sia sempre adatta: ulcera, problemi renali, interazioni farmacologiche e condizioni cardiache restano rilevanti anche quando il trattamento è breve. [1] [3]
Le dosi elevate vanno evitate in persone con importanti patologie cardiache o vascolari e richiedono un'attenta valutazione negli altri pazienti con fattori di rischio. Non aumentare autonomamente la dose perché un farmaco acquistabile senza ricetta sembra non funzionare. [1]
Diclofenac: attenzione soprattutto se c'è già una cardiopatia
Per il diclofenac assunto per via sistemica, cioè in compresse o iniezioni, EMA documenta un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi, particolarmente a dosi elevate e durante trattamenti prolungati. Il diclofenac sistemico è controindicato in presenza di cardiopatia ischemica nota, malattia cerebrovascolare o arteriosa periferica e scompenso cardiaco conclamato di classe NYHA II–IV. Per chi presenta ipertensione, diabete, dislipidemia o fumo, la decisione richiede un'attenta valutazione individuale. [2]
Le informazioni di sicurezza sui prodotti assunti per bocca o per iniezione non possono essere trasferite automaticamente ai gel per uso locale: esposizione e indicazioni sono differenti. Occorre comunque leggere la scheda del prodotto specifico e chiedere consiglio per condizioni particolari. [2] [3]
Se assumo farmaci per la pressione o dopo uno stent?
Gli antinfiammatori possono rendere meno stabile il controllo pressorio e interagire con alcuni farmaci antipertensivi. Il problema merita attenzione anche in chi assume diuretici o ha una funzione renale ridotta, soprattutto se si è disidratati. Per questo il medico o il farmacista devono conoscere tutte le terapie abituali prima di consigliare un FANS. [3] [5]
Un'attenzione particolare riguarda le persone in trattamento con antiaggreganti o anticoagulanti. L'associazione con antinfiammatori può aumentare il rischio di sanguinamento: per esempio, il NHS raccomanda di non assumere ibuprofene durante una terapia con clopidogrel senza l'approvazione del medico. Dopo l'impianto di uno stent, non interrompere mai autonomamente la terapia antiaggregante per poter prendere un antidolorifico. [3] [4]
Quale alternativa scegliere, allora?
Dipende dalla causa del dolore: una contrattura, una cefalea e un'infiammazione articolare non richiedono necessariamente lo stesso approccio. Quando è appropriato, può essere valutato un analgesico non antinfiammatorio, come il paracetamolo, oppure un trattamento locale; anche queste opzioni hanno limiti e controindicazioni. La scelta migliore non è il farmaco «più forte», ma quello indicato per il problema, compatibile con la storia clinica e usato alla dose minima efficace per il più breve tempo necessario. Evita di associare due FANS senza indicazione medica. [3] [4]
Quando chiedere aiuto
Se durante l'assunzione compaiono gonfiore in rapido aumento, riduzione marcata della diuresi, peggioramento dell'affanno o segni di sanguinamento, è necessaria una valutazione sanitaria tempestiva. Per dolore toracico importante, grave difficoltà respiratoria, perdita di coscienza o altri sintomi di emergenza chiama il 112/118. Non attribuire automaticamente questi segnali al farmaco senza una valutazione. [3]
Fonti scientifiche consultate
- EMA — Revisione della sicurezza cardiovascolare dell'ibuprofene ad alte dosi
- EMA — Diclofenac sistemico: valutazione del rischio cardiovascolare
- NHS — Ibuprofen for adults: precauzioni, effetti indesiderati e interazioni
- NHS — Clopidogrel: interazioni con analgesici e antinfiammatori
- American Heart Association — Managing High Blood Pressure Medications
Il Punto Medico · Autore: Dott. Aniello Zambrano, cardiologo interventista · Pubblicato il 2 novembre 2026. Informazioni generali che non sostituiscono la valutazione medica individuale.